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Da dove viene davvero la Befana?

Pubblicato il 6 gennaio 2021 da Cerealblog

Ricorrenza amata soprattutto dai più piccoli che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio attendono l’arrivo della Befana a bordo della sua magica scopa volante, scopriamo insieme come è nata questa festa.

Il termine Epifania indica la prima manifestazione di Gesù Cristo davanti agli uomini, in particolare davanti ai tre Re Magi. Tuttavia, nella tradizione popolare, tale termine venne storpiato in Befana e assunse un significato differente, andando a designare la figura di una vecchietta particolare…

La leggenda popolare

Nel XII secolo si diffuse la credenza che i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i loro doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada per raggiungere la grotta, chiesero indicazioni ad una signora anziana. Nonostante le insistenze dei tre sovrani affinché anch’essa li seguisse per far visita a Gesù, l’anziana signora si rifiutò di accompagnarli. Tuttavia, quando i Re Magi se ne furono già andati, assalita dal rimorso, ella preparò un cesto di dolci da regalare al piccolo. Non trovando i Re Magi, decise di fermarsi in ogni casa che incontrava per donare dolcetti a tutti i bimbi, sperando che uno di questi fosse Gesù. Da quel giorno, per farsi perdonare, ogni notte tra il 5 e il 6 gennaio l’anziana signora gira il mondo per dispensare doni e i bambini, per ringraziarla, mettono fuori dalla porta di casa calze e scarpe così che lei possa usarle nel caso in cui ne abbia bisogno oppure riempirle di dolci

La prima Befana

Secondo la tradizione romana, la prima Befana della storia fu la Ninfa Egeria, consigliera fidata di Numa Pompilio, secondo dei sette re di Roma vissuto a cavallo tra l’ottavo e il settimo secolo a.C. Alle calende di gennaio, infatti, verso la fine di dicembre, il re aveva l’abitudine di appendere una calza nella grotta dove viveva la Ninfa, vicino alle terme di Caracalla e la mattina la trovava piena di buoni consigli.

L’anno vecchio e il carbone

La Befana viene fatta coincidere con la raffigurazione simbolica dell’anno vecchio. Per questa ragione, in molte parti d’Italia vi è l’uso di bruciare un fantoccio a forma di anziana. Dal conseguente falò, prese inizio la tradizione del carbone: la cenere rimasta veniva, infatti, inserita nelle calze e nelle scarpe insieme ai dolcetti per evocare l’inizio del nuovo anno. Con il passare degli anni, tuttavia, anziché quello vero, si iniziò ad inserire nelle calze il carbone dolce edibile.

La calza di Céréal

Oltre ai classici mandarini, alle patate e al carbone, cosa si può aggiungere ad una calza della Befana? Naturalmente le Madeleine con Miele Integrali Céréal Senza Glutine! Con tutte le proprietà della farina integrale e la dolcezza del miele, sono senza glutine, senza lattosio e senza olio di palma. Assolutamente perfette per una calza sana e nutriente. E se volete un tocco di golosità in più, aggiungete anche le Madeleine Noire Céréal, con un gustoso ripieno al cacao, sono naturalmente senza lattosio, senza glutine e senza latte. Questa sì che è una calza ricca di sorprese e un’ottima occasione per continuare a festeggiare anche nell’anno nuovo!

E voi, avete già aperto la vostra calza?

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